Il secondo itinerario attraversa la via del fondovalle seguendo il corso del fiume Arno e congiunge i tre principali centri del Valdarno Superiore Aretino Montevarchi, Terranuova Bracciolini e San Giovanni Valdarno. In queste città è concentrata la maggior parte degli abitanti dell´intera vallata (oltre 50.000 abitanti su un totale di circa 80.000) e sono situate le maggiori industrie della zona. L´area del fondovalle è caratterizzata anche dalla presenza di grandi infrastrutture viarie, come l´autostrada A1, la ferrovia lenta che collega Firenze con Arezzo e la linea ferroviaria "Direttissima" che unisce Firenze con Roma.
Percorreremo nell´attraversare i tre comuni sia la S.S. 69 che congiunge Montevarchi con San Giovanni, sia la strada Provinciale che collega Montevarchi con Terranuova, muovendosi poi anche lungo altre strade secondarie che portano verso le frazioni dei tre centri, luoghi di notevole importanza turistica, sia per la bellezza della natura che per la presenza di edifici storici di rilievo.
Di Montevarchi si hanno notizie già nell´XI^ secolo e verso la metà del 1200 il castello in cui era racchiuso il borgo fu acquistato dalla Repubblica Fiorentina, successivamente poi perduto da questa e dopo pochi anni riconquistato. La città ancora oggi nel suo centro storico conserva l´impianto urbanistico originario con una via principale (via Roma) a metà della quale si apre Piazza Varchi con la insigne Collegiata di S. Lorenzo costruita prima del XIII^ secolo e ristrutturata completamente nel XVIII°. Proprio in questi mesi è stato provveduto al completo restauro della facciata esterna che ha riportato la chiesa al suo antico splendore, mentre all´interno, dopo le ristrutturazioni subite nel 1700, prevale uno stile barocco dolce ed armonioso. Lo stesso tempietto costruito da Andrea della Robbia, che custodisce la reliquia del "Sacro latte", (sicuramente una delle opere principali della Collegiata) originariamente situata in una cappella, fu, a seguito dei lavori, spostato dietro una porta di legno intagliata nei pressi dell´altare maggiore. All´interno della Chiesa è possibile visitare il Museo di Arte Sacra dove si possono ammirare opere di indubbio valore artistico. Montevarchi è famosa anche per la presenza nel suo territorio di due importanti istituzioni: L´Accademia del Poggio ed il Museo paleontologico, entrambi situati all´interno dell´ex convento di S. Lodovico dove si può visitare l´antico estupendo chiostro del quattrocento. L´Accademia del Poggio fu fondata nel XIX^ secolo e dispone oggi di circa 23.000 volumi tra cui preziosi manoscritti del 1400. All´interno del Museo Paleontologico, nato anch´esso nel XIX^ secolo, sono conservati centinaia di fossili ritrovati nel territorio del Valdarno tra i quali ricordiamo per la loro importanza scientifica il cranio di un Elephas Meridionalis ed i resti di animali dell´era pleistocele inferiore. Al fianco dell´ex convento di S. Lodovico è posta la chiesa di S. Andrea a Cennano la cui struttura originaria risale al 1500. Tornando su Piazza Varchi occorre ricordare quali edifici di importanza storica sia il Palazzo del Podestà con i suoi antichi stemmi sia Palazzo Varchi, oggi sede dell´Amministrazione Comunale. Una visita è consigliabile anche alla chiesa del Giglio costruita nel 1575, sia per l´armonia della sua architettura tardo rinascimentale, sia per la presenza di due vetrate del settecento dalle quali prende luce l´intera struttura.
Numerose sono le frazioni presenti nel territorio di Montevarchi che vale la pena di visitare, deviando dalla nostra strada principale, come Ricasoli che si raggiunge attraverso la strada provinciale della Chiantigiana, piccolo borgo di origine medioevale, oppure Moncioni antico castello che ancora conserva tracce delle vecchie mura e dal quale si aprono scorci panoramici sul Valdarno di estremo interesse.
Infine meritano di essere mensionate le località come Rendola e Caposelvi, antiche fortificazioni ed oggi centri di produzione agricola, in primo luogo di un ottimo vino.
Da alcuni anni nel comune di Montevarchi si sono insediate importanti aziende del settore tessile e della moda, come Prada, che attirano tantissimi turisti e stranieri che acquistano direttamente nelle fabbriche i loro prodotti ormai famosi e conosciuti in tutto il mondo.
Lasciato Montevarchi e deviando a sinistra uscendo dalla strada statale 69 ed attraversato il fiume Arno, penetriamo nel territorio del comune di Terranuova Bracciolini, città edificata nel 1337 con il nome di Castel Santa Maria, ultima delle fortificazioni delle Terre Nuove Fiorentine realizzate nel Valdarno. Dal XV^ secolo essa prese il nome di Terranuova a cui fu aggiunto nel XIX^ secolo il nome di Bracciolini in onore del suo cittadino più illustre Poggio Bracciolini, noto umanista e cancelliere di Firenze nel XV° secolo. La struttura urbanistica della città è quella tipica delle altre "Terre Nuove" (Castelfranco di Sopra e S. Giovanni, edificate in precedenza); due assi ortogonali che si incrociano in una piazza centrale, circondati da una alta cinta muraria dove si aprono 4 porte - torri in corrispondenza dell´uscita delle due strade principali. La popolazione era formata dagli abitanti di 6 borghi situati nelle adiacenze della fortificazione. All´interno si diede vita a 6 quartieri, ciascuno identificato con la costruzione di una chiesa, dette chiese dei popoli, di due delle quali non rimane più alcuna traccia. Successivamente fu eretta una ulteriore chiesa, quella di S. Maria, (dal 1700 diventata Arcipretura) nella piazza centrale che rappresentava tutta la comunità. Delle chiese dei popoli occorre ricordare quella di S. Biagio ai Mori che presenta affreschi del 1300, e quella di S. Bartolomeo al Pozzo. La piazza principale, che ha le stesse dimensioni di quella di Castelfranco di Sopra, è aperta nei suoi angoli ed ospita anche il Palazzo Comunale costruito però nel 1846. Nel centro storico sono ancora ben visibili alcune parti delle vecchie mura con 3 torri d´angolo. Tra gli altri edifici da visitare sicuramente l´ex Ospizio dei Frati della Verna con il suo impianto medioevale ed il complesso dell´Oratorio di S. Benedetto, costruito nei primi anni del 1600 con il suo bellissimo chiostro nei cui locali sono accolte molte delle iniziative culturali della città. Di sicuro interesse turistico, sia per la bellezza della natura e del paesaggio che per le opere che in questi luoghi si incontrano, è l´intero territorio del comune di Terranuova, attraversando varie strade che dal fondovalle conducono verso le colline sul versante del Pratomagno.
Un primo itinerario si apre lungo la strada provinciale delle Gangherete che porta verso S. Giustino sulla via Setteponti, dove percorsi pochi chilometri si giunge al Convento di Ganghereto, da dove si apre uno stupendo scenario naturale sul fenomeno delle Balze.
Tornando leggermente indietro, percorrendo ridenti prati verdi e campi coltivati, si giunge a Campogialli, località la cui parte in alto presenta ancora i segni dell´antica fortificazione medioevale che lì era stata costruita. La strada conduce poi verso il borgo della Cicogna, anch´esso di origine medioevale.
Transitando invece lungo la strada Provinciale per Loro Ciuffenna, sempre nel comune di Terranuova Bracciolini, si raggiungono alcune frazioni come Pernina, sul cui colle si erge solitaria la chiesa di S. Maria, di origine trecentesca che conserva al suo interno dei bellissimi affreschi, o come la località Penna Alta, dove sono stati ritrovati i più importanti insediamenti preistorici del Valdarno e dove è visitabile la chiesa di S. Croce del 1150 circa.
Un altro itinerario estremamente interessante è quello che si apre lungo la strada provinciale delle Cave che collega Terranuova con S. Giovanni V.no dove si può ammirare per chilometri e nei suoi vari e diversi aspetti, il fenomeno delle Balze alle pendici delle colline del Pratomagno. Vi sono alcune frazioni costruite proprio su queste particolari colline come Montemarciano, Piantravigne e Persignano, piccoli borghi in origine castelli feudali.
Terranuova nel corso degli ultimi decenni ha avuto un forte sviluppo economico grazie all´insediamento nel suo territorio di piccole e medie industrie, dovuto anche alla vicinanza del centro con il Casello Autostradale di Valdarno sulla A1 che fanno di questo comune una delle comunità più ricche dell´intero Valdarno.
Si giunge infine, sia attraverso la S.S. 69, sia percorrendo la strada provinciale di Poggilupi che conduce all´uscita del Casello Autostradale, a San Giovanni Valdarno.
Castel San Giovanni fu la prima delle "Terre Nuove" ad essere costruita dalla repubblica di Firenze, intorno alla fine del 1200. La decisione della sua edificazione fu fortemente meditata dai governanti di Firenze e di essa trattano addirittura il Vasari e Stradano quando intorno al 1560 dipinsero un´"allegoria di San Giovanni V.no" sul soffitto del Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchi a Firenze. A progettare la fortificazione sembra addirittura sia stato chiamato il grande architetto fiorentino Arnolfo di Cambio intorno al 1295. La struttura urbanistica della città è sicuramente originale, circondata da alte mura di cinta con 24 torri e 4 porte di accesso. Le vie interne prevedevano una strada principale (l´attuale Corso Italia) ed una serie di vie secondarie che si incrociano in modo ortogonale con essa; La piazza principale aveva ai suoi estremi le altre due porte di accesso alla fortificazione (oggi suddivisa in due piazze Masaccio e Cavour) con al centro il Palazzo D´Arnolfo vero gioiello architettonico della città. Palazzo D´Arnolfo ha una forma rettangolare circondato al piano terra da un ampio porticato. All´interno dell´edificio sono presenti numerosi affreschi, mentre sul lato sinistro dell´ingresso, su un´alta colonna è posta la scultura originale del Marzocco raffigurante un leone che regge lo scudo con il giglio, simbolo della Repubblica Fiorentina. Copia del marzocco si trova all´esterno su Piazza Cavour, di fronte al Palazzo, nella stessa posizione in cui in precedenza si trovava la scultura originale, con la testa del leone rivolta verso Firenze. Sulla facciata principale del palazzo sono collocati 250 stemmi dei Vicari che dal XV° secolo al XVIII°secolo si sono succeduti alla guida di S. Giovanni. Al I° piano della struttura, oggi sede degli Uffici del Sindaco e del Consiglio Comunale, si possono visitare la Sala Consiliare e le due terrazze antiche che si sporgono una su Corso Italia e l´altra su Piazza Masaccio. La torre dell´orologio risale al XV^ secolo. La piazza sicuramente più bella ed interessante da un punto di vista architettonico è Piazza Masaccio, dove sono situati alcuni degli edifici più importanti della città: - la chiesa di San Lorenzo, struttura di stile gotico con la facciata esterna in mattoni è del 1300 ed al suo interno si trovano numerosi affreschi opera di Giovanni di Ser Giovanni, detto "Lo Scheggia", fratello di Masaccio. - Palazzo Salviati, più noto come il "Palazzaccio", di proprietà comunale, è oggi sede di una scuola di italiano per stranieri; anch´esso è di origine trecentesca e presenta una facciata con 3 ordini di loggiati. - La Basilica di Maria SS. Delle Grazie, tempio la cui costruzione risale alla fine del 1400, eretta sull´antica porta di S. Lorenzo a seguito del "miracolo di Monna Tancia" avvenuto nel 1479. La Basilica internamente in tipico stile barocco, presenta un´altare posto all´ingresso della chiesa. Al suo interno è visitabile il "Museo della Basilica" dove è esposta l"Annunciazione" del Beato Angelico, magnifica opera del famoso frate domenicano. All´ingresso della chiesa, al piano terra, proprio sopra la cappella del miracolo è collocata la rappresentazione dell´Assunzione della Madonna realizzata da Giovanni della Robbia. Sopraggiungendo nell´altra piazza principale della città, Piazza Cavour, si trova la Pieve di San Giovanni Battista i cui lavori di costruzione iniziarono nel 1312 e che ha subito nel tempo notevoli mutamenti. Un altro edificio importante posto sulla piazza è l´attuale monastero delle Suore Agostoiniane del XVI° secolo, prima adibito a "spedale della comunità", al cui lato, su via Giovanni da san Giovanni si trova la chiesa di SS. Annunziata. Percorrendo il centro storico della città una visita meritano sicuramente Palazzo Corboli in via Alberti del XVIII^ secolo, oggi sede della biblioteca comunale, la Chiesa di S. Lucia, sempre in via Alberti, di origine medioevale che conserva solo alcuni frammenti degli antichi affreschi che la contornavano, e su Corso Italia Casa Giovanni da San Giovanni, sede dell´Ufficio Cultura del Comune e la Casa natale di Masaccio, il cittadino più illustre di San Giovanni, famoso pittore vissuto agli inizi del 1400 e morto alla giovane età di 27 anni, ma che in questi pochi anni di vita è riuscito a lasciare un segno unico nella storia della pittura. Oggi Casa Masaccio è sede espositiva di arte contemporanea riconosciuta a livello nazionale ed ospita molte rassegne e mostre di notevole interesse artistico. La città di San Giovanni ha un´estensione territoriale molto limitata e nei suoi dintorni possiamo ammirare Montecarlo con l´antico convento del 1400 che fino a pochi anni fa conservava l´Annunciazione del Beato Angelico, la Tenuta di Renacci che sorge su un colle sulla riva destra dell´Arno, oggi importante centro agricolo al cui interno è presente la chiesa di S. Silvestro in stile barocco e da cui si domina tutta l´estensione della catena del Pratomagno con in risalto il fenomeno delle Balze, ed infine l´Abbazia della Badiola della cui chiesa si hanno notizie già nel 780 e che oggi ospita un ostello per giovani.
Terminando questo ultimo itinerario sul fondovalle del territorio del Valdarno, occorre soffermarsi per un attimo sul corso del fiume che attraversa l´intera vallata dal quale essa stessa prende il nome.
L´Arno, insieme alle colline ed ai monti del Pratomagno e del Chianti è l´aspetto naturale che ha influenzato la vita dell´uomo in questo territorio. Lungo il suo corso sono state edificate le maggiori città, ed esso attraversa tutta l´estensione del Valdarno da Ponte a Buriano fino a San Giovanni per poi proseguire il suo cammino verso Firenze ed il mare. Un fiume che dopo anni di abbandono sta oggi ritrovando la sua naturale bellezza e lungo di esso sono state create due aree protette: la "Valle dell´Inferno e Bandella" e "Ponte a Buriano e la Penna". Si tratta di zone palustri formate nelle aree di due laghi artificiali realizzati verso la fine degli anni ´50 dall´ENEL. Oggi queste zone sono popolate di una flora e fauna tipica delle aree umide e l´abbondanza dei pesci lì presenti ha attirato anche nuove specie di uccelli. Nell´area si trovano anche piccoli borghi come Vitereta e Campogialli e varie sono le strade che permettono di accedere alle riserve: da Laterina e Castiglion Fibocchi, oppure dall´Acqua Borra in località Levane (comune di Montevarchi). Per informazioni è possibile rivolgersi all´Ufficio Parchi e riserve della provincia di Arezzo.
Fonte:
Pierluigi Ermini